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"Credo di aver scritto, all'origine, The Gost Of Tom Joad come canzone rock per la E Street Band, pensando d'inserirla in Greatest Hits. Per una serie di circostanze, pero', tutto questo non avvenne e presi allora una direzione diversa. Avevo a disposizione la canzone Straight Time, contenuta in quest'album, da circa un anno, e mi piaceva il sentimento che la animava.

GENERALMENTE SI SEGUONO LE PRIME INDICAZIONI CHE LA NOSTRA VOCE INTERIORE CI OFFRE, UNA VOCE CHE NON SI PUO' GUIDARE.

Non so' perche' ma in quel momento la mia voce si trovava proprio dove questa canzone terminava, aveva una vena decisamente folk, come se dicesse "Su, lavoraci sopra!"."




Intervista:

DOMANDA: UN TEMA CHE RICORRE SPESSO NEI TUOI LAVORI E' COME UNA PERSONA IN GRANDE DIFFICOLTA' LOTTI PER TROVARE UNA PROPRIA NOBILTA' E DIGNITA'. NON E' DETTO CHE LO FACCIA IN MODO DRAMMATICO E TEATRALE, TALVOLTA BASTA POCO PER SCATENARE LA REDENZIONE IN UNA PERSONA. RISCONTRO, INOLTRE, MOLTA RASSEGNAZIONE DA PARTE DI QUESTI PERSONAGGI...

Bruce: Di solito non parto da nessun punto di vista politico, almeno non consciamente, anche se sono convinto che tutti noi ci comportiamo secondo le nostre idee politiche, sopratutto quando siamo coinvolti emotivamente. Penso che l'idea americana di uguali opportunita' non abbia trovato in realta' un'effettiva realizzazione sul piano pratico. Negli ultimi 10 o 15 anni ogni studio sulla ripartizione della ricchezza nella societa', ha dimostrato che la classe media sta diventando sempre piu' esigua e che tra le persone si stanno creando grandi divari...

DOMANDA: MI SEMBRA CHE THE GOST OF TOM JOAD PIU' CHE DAL LIBRO TRAGGA ISPIRAZIONE DAL FILM. RIPENSANDO A QUEST'ULTIMO TI RITORNA IN MENTE L'IMMAGINE DI UNA FAMIGLIA AL COMPLETO CHE SI DIRIGE VERSO OVEST CON UN'AUTOMOBILE SCONQUASSATA...

Bruce: Si, e' vero. I miei nel 1969, quando avevo 19 anni , partirono per l'Ovest, per la California... volevano iniziare una nuova vita. Mia Madre, mio Padre, la mia Sorellina e un gruzzetto di 3.000 dollari. Io decisi di restare nel New Jersey perche' mi sentivo molto coinvolto dal lavoro che avevo intrapreso con la mia band. In quei giorni la band era la mia famiglia, ma sopratutto era il mezzo attraverso il quale riuscivo a guadagnarmi da vivere. Andai in California e cercai un lavoro ma invano, nessuno era disposto a pagarmi per suonare. In California feci anche alcune audizioni, ma mi resi conto molto presto che li' non avrei potuto vivere...non riuscivo ad inserirmi, c'erano troppi musicisti. Restai dai miei circa due mesi e poiche' vivevo alle loro spalle, e non riuscivo a sopportarlo, decisi di tornare di nuovo nel New Jersey. Non saprei dire se questa esperienza ha qualcosa a che fare con quanto ho scritto. Forse ho tratto in parte ispirazione dalle mie esperienze e in parte dalle esperienze comuni a ogni americano. La storia americana e' transitoria come l'idea di arrivare sempre piu' in alto...Tutti i miei personaggi vanno da qualche parte, sono alla ricerca di qualcosa; alcuni cercano una vita migliore, altri scappano da certe situazioni, perche' in qualche modo la fuga li fa sentire meglio, cioe' ha un effetto terapeutico su di loro.

DOMANDA: SE COME DICESTI UN TEMPO LE PERSONE ASCOLTANO LE TUE CANZONI NON PER SCOPRIRE TE MA PER RITROVARE LORO STESSI, SU COSA RIFLETTERANNO DOPO AVERTI ASCOLTATO IN QUESTO DISCO E IN QUESTI CONCERTI?

Bruce: Credo che in fondo la musica sia essenzialmente due cose: una fotografia del tuo paesaggio interiore , il tuo paesaggio emotivo; e in un certo modo il tuo carattere, il modo in cui tu percepisci la vita, le vite attorno a te, il luogo in cui vivi. E' come una fotografia. Con fiducia mi sono seduto e ho iniziato a riflettere su cosa il mondo prova e io condivido. La linea di fondo, sai cos'e', vero? La dimensione a cui la gente fa riferimento e che sempre l'America prende in considerazione...l'idea di un fardello da condividere. Credo che cio' che tentai di fare per me fu di mettermi in contatto con quelle idee e quei valori. Ho dei bambini, sono un uomo adulto adesso, non e' piu' il momento di pensare a come vorrei essere, ma di essere cio' che voglio essere. Ho cercato di ristabilire un contatto con la mia famiglia e i miei figli, con l'uomo che volevo essere e con l'ambiente che desideravo avere intorno a me. Io procedo in questo modo e se funziona con me penso che abbia lo stesso effetto anche sul mio pubblico, su chiunque ascolti il mio disco.

DOMANDA: IN QUALE PERCENTUALE, SEPPUR MINIMA, SI PUO' ATTRIBUIRE QUESTO ALBUM AL FATTO DI ESSERE, PER SVARIATI MOTIVI, MOLTO "TRADIZIONALISTA"?

Bruce: Non saprei..Molte delle cose che ho amato era tradizionali, la produzione che mi lancio' e che ha cambiato la mia vita era fatta di dischi tradizionali. Parlava di persone che, benche' provenissero da altri ambienti rispetto a quelli tradizionali, hanno contribuito a cambiare la tradizione per poter modificare se stessi grazie sopratutto alle loro capacita', al loro talento, alle loro idee e alla loro presenza. Ammiro questo genere di artista, che si tratti Dylan, piuttosto che dei Rolling Stones...Lo stesso vale per i Nirvana, con It Smells Like Teen Spirit: non potevi imitarli per arrivare tra i primi 40 brani in classifica...Io penso di essere stato all'inizio principalmente un figlio di Elvis Presley, ma sono cresciuto negli Anni Sessanta, quindi il lavoro di Dylan e piu' tardi di Woody Guthrie significano molto per me...Ma le cose che contano di piu' per me erano quelle trasmesse sulle frequenze AM. Non crebbi in un ambiente molto acculturato. Non ti venivano proposte cose che esulassero dalla tradizione...e in una piccola citta' la radio era qualcosa di liberatorio, nonche' portatrice di grandi significati. E' una parte di me. Cosi' ho fatto le mie scelte...Piu' tardi, nel 1985, avrei potuto compiere scelte diverse, ma ero curioso di sapere dove quella strada mi avrebbe portato. Volevo scoprire chi ero e che cosa potevo fare...Pensavo di poter fare qualcosa di diverso e in parte lo feci. Comunque, a proposito della "grande celebrita'" (che ora non ho), 10 anni fa' era diverso, era quasi schiacciante...penso che certe volte il successo soffochi la storia che stai cercando di raccontare...

DOMANDA: E' INNEGABILE. SENZA TUTTO QUELLO CHE E' ACCADUTO PRIMA, IL PUBBLICO, CHE ORA CERCA DI CAPIRE CIO' CHE TU VUOI DIRE, SAREBBE CERTO MINORE.

Bruce: ...Quasi quasi non ci sarebbe pubblico.

DOMANDA: NONOSTANTE I MERITI, ANCHE GRANDI, DI QUESTO LAVORO, FORSE SOLO POCHE PERSONE LO ASCOLTERANNO ATTENTAMENTE.

Bruce: Hai assolutamente ragione. Questi sono i fatti. E' comunque qualcosa di cui io sono cosciente da quando la mia carriera e' iniziata. Ho sempre cercato di raggiungere un certo equilibrio con i miei dischi e sono rimasto soddisfatto del risultato ottenuto. So che e' difficile trovare un pubblico e so che e' facile dare per scontato che poiche' un certo pubblico ti e' stato legato per diversi anni esso correra' a comprare ogni tuo nuovo disco non appena uscira'. Gli anni di esperienza mi hanno insegnato molto. C'e' voluto molto tempo (ho cominciato da ragazzo nei piccoli club), ma ho raggiunto un traguardo di valore inestimabile. Ogni pubblico e' tremendamente importante. Sono certo che, se tu improvvisamnete sovverti cio' che dici e fai, cio' che desideri siano il tuo lavoro e la tua vita, allora non solo finisci con il perdere te stesso ma anche...

DOMANDA: SENTI DI ESSERE MAI CADUTO IN QUESTO ERRORE?

Bruce: ...Pemso di aver realizzato i dischi che ho veramente desiderato. Probabilmente durante la lavorazione di Born In The Usa la storia che stavo vivendo offuscava la storia che volevo raccontare. Questa e' la conseguenza di un certo successo e di una certa fama; ed e' una cosa che si impara solo vivendola. Quando scrissi la canzone che da' il titolo all'album sapevo che avrebbe suscitato una certa reazione...Nella mia citta' natale, ad esempio, non avrei detto che la gente avrebbe risposto come in realta' ha fatto. Ora sono piu' cauto...Vorrei che questo disco venisse ascoltato. Allo stesso tempo vorrei che venisse capito.

DOMANDA: LA SOLITA SCONTATA CONSIDERAZIONE IN BOCCA ALLA GENTE E: "QUANDO QUALCUNO HA SUCCESSO E RICCHEZZA MATERIALE SI DIMENTICA DELLE PERSONE CHE VIVONO AI MARGINI DELLA SOCIETA'". E' SENZA DUBBIO UN COMMENTO TROPPO SEMPLICISTICO. CREDO PERO' CHE, QUANDO UN UOMO VIVE EFFETTIVAMENTE IL MOMENTO PIU' FELICE DELLA SUA VITA, RISCHIA IL PIU' DELLE VOLTE DI VEDERE SMORZATA LA SUA VENA ARTISTICA. NON CREDI ?

Bruce: No...o meglio non si puo' generalizzare. Nella vita le circostanze cambiano... e cambiano le persone. Puoi fare un mucchio di soldi e isolarti; ma e' anche possibile il contrario, ovvero isolati incalliti senza un soldo che fanno di tutto per tenersi alla larga. Dipende da ogni singolo individuo. Non sono cosi' sicuro che la felicita' possa mettere a tacere il tuo lavoro. Dipende molto da quello che ti guida...io sono ancora alla ricerca del grande significato della mia vita e del mio lavoro.



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